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Introspezione 5 dicembre 2010 · lettura 2 min · 1041 letture

Gravità

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Laxela Zemanel 37 poesie pubblicate
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Vortiginosamente evado se la tua mano posa, ingravido il silenzio e nel vuoto respiro. Forse somigliava il grembo tuo al paradiso di un sorriso sul mare, tu come il canto profumato delle felci, tu fungo che turba e rinvigorisce. Un turbine di labbra serrate è favola implosa: ma è acqua sana, Venere, è terra feconda. Te lo diranno agguerrite le flotte lunari; lo vedrò scritto nell'iride scuro e gonfio di luce. E nell'attesa mi mischio al mondo, forse sedotto dall'umido dei fiori, col collo sempre coperto, madre, e dolci ricordi a portata di mano. Le sigarette strette al cuore, boia solerte, ché si muore per distrazione o noia. Le dita nel velluto a cercare il sole. Lo sguardo sulla bocca della gente. "Ciglia di zafferano - è stato detto - cospargerai la nebbia di colori accesi" Io così feci, padre, adesso cado senza odore, adesso non mi curo di ferite che non hanno dolore o venti che non mi scuotono. Appeso e nudo rifletto meglio, esposto sul legno riposo bene. Lattiginosa poesia, ti fingi distratta, le mani nella borsa a cercare il dubbio. Affacendata per gioco, non vuoi guardare. Eppure sgorga copiosa, spontanea, macchia le guance e scalda i polmoni, eppure scende opprimente e miracolosa, e nel segreto trionfo si rivela al mondo, tutta la gravità dell'Amore.
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Laxela Zemanel
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