Non me ne curo
Giorgio Lavino
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Arrampicandomi su una cortesia
scorro acqua in cerca della sua depurazione
in un dedalo di perplessità
C'è sempre qualcuno che alza la testa
mi apre il ventre per sputarci dentro
Non me ne curo
Sei quello
Sei questo
Non me ne curo
Voglio restare dove arrivo in ogni istante
quando sbatto mi faccio male
Son fatto di carne
E spesso non imbrocco la strada giusta
Son questo
Son quello
Non me ne curo
Voglio fregarmi le mani
quando bevo il succo dell'anima
la mia coperta giusta
che mi tiene caldo in estate
E fresco in inverno
E' strana ma vera
Son questo
Son quello
Non me ne curo
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Raggioluminoso7 dicembre 2010
Quanto veri sono questi versi! Ogni passaggio di grande senso e molto esaustivo. E la cosa più importante è di sicro non curarsi degli altri e non badare a ciò che pensano di noi. Molto sentita e condivisa. Bellissima poesia!

