Passando lo straccio sul tempo che non c'è

Fuori dalla porta,
verso ambite mete temporanee,
salutano i conoscenti,
con sorrisi inebrianti.
Escono chiudendo ogni tormento,
dipingono immagini graziose,
accarezzano morbidi peli di gatti falsi.
Scoprono il calore dell'estate,
e il mare quiete in primavera.
Nascono le cose già create,
torrenti d'aria ferma
nell'istante che non c'è.
Una bibita da assaporare,
stranazzare nel cortile,
guardarsi dentro
un salotto natalizio.
Questa è la musica del corpo,
che vince finché vince,
e perde anche se ha vinto.
©
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