A mia madre
Ti vedo lì, seduta sul sofà
con i ferri da lavoro in mano,
fai scorrere la lana,
per far passare il tempo.
La chioma d'argento,
brilla sulla tua dolce testa.
Ogni tanto ti addormenti,
ed il ferro che tieni in mano,
ti cade ,ed io rido
perchè tra poco saprò,
che mi chiamerai,
per riprendere il punto
sfilato.
E' vero non vedi,
quella poca vista che hai,
te la porti dietro da tanto tempo.
Poi col passare degli anni,
hai perso anche quella.
Ma non hai perso, la tua dolcezza,
la tua voglia di vivere.
Sei stata per noi la nostra ancora
di salvezza.
Ed ora che non ci sei più,
resta il ricordo,della tua presenza,
in questa casa.
Appena apro la porta d'ingresso,
il mio sguardo cade proprio lì,
sul quel sofà, dove una volta,
una persona, mi diceva:
< sei tu Anna? >
ed io rispondevo
< Si mamma >
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Commenti (1)
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Sashia30 ottobre 2006
Cara anna i ricordi sono sempre un'ancora di salvezza, soprattutto se così belli!
