L'oro dei poveri

Dietro
finestre
chiuse
e sbarre
di ferro
abbiamo
rinchiuso
i cuori,
chiusi
all'amore,
dure
pietre
da scalfire,
indifferenti
e indolenti
al dolore
di lontana
gente...
scorrono
i nostri giorni,
tutti uguali
e senza
sole,
dall'opulenza
occidentale
dominati,
dal vizio
circondati,
del fiore
nero
del male
delle lascive
e imperative
voglie
il sublime
e sporco
fascino
subiamo...
e mai pensiamo
a quel mondo
povero
e diverso,
strano
e assolato,
quella terra
dalle umane
arse
bocche
da bagnare,
e quei piccoli
ventri gonfi
da sfamare...
Quella terra
dignitosa e bella,
ferita,
piange
sangue,
muta urla
al cielo
il suo dolore
e chiede
implorante
il nostro amore.
E no!
l'amore
non è
una piccola
ipocrita
moneta
buttata
senza guardare,
senza pensare,
ma l'oro
dei poveri,
in quelle arse
terre,
da portare...
e una nuova
boreale alba
sul mondo
nascerà
e nasceranno
i rigogliosi
frutti
nei giardini
del mondo,
del vero
e giusto
universale
regno
d' amore!
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis12 dicembre 2010
Giuste considerazioni in una lirica che, sensibilmente, si posa sulle necessità di quei paesi immersi nell'arsura, ove l'acqua rappresenta indispensabile anelito di vita...
