EvAdamo
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
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Vento,
vento e tramonto,
sulla terrazza di qua del mare
il tempo non esiste,
è sogno
contemplazione
presagio.
Lento,
il mio passo è lento,
sulla scala alle spalle del mare
una voce che insiste,
è donna
ossessione
è disagio.
Salgo senza passi,
la voce non ha suoni,
siamo come sassi
o forse solo tuoni
muti
spaventati,
fotogrammi sparpagliati
come coriandoli su questo scoglio.
Non voglio
Ma continuo a salire.
Stento,
arranco e stento,
ma entro
dalla porta sulla cima
di questa scala arrampicata sul niente.
Oltre la porta, uno specchio
La voce adesso è volto,
il volto è occhi di donna,
la donna sono io
dentro me stesso.
Spento,
qui tutto è spento,
al centro
della stanza una candela
ed un solo fiammifero antivento.
Al loro fianco, un secchio.
La voce ora comanda,
comanda di far luce,
luce nella stanza,
oltre la soglia
lungo la scala
abbracciando la terrazza,
volando infine via
verso nuova consapevolezza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.
Commenti (1)
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alessio carlini14 dicembre 2010
stupenda... poesia e immagini in movimento... un'atmosfera davvero coinvolgente... piaciutissima

