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Introspezione 17 dicembre 2010 · lettura 1 min · 1605 letture

Tempo senza tempo

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marcello plavier 198 poesie pubblicate
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Uomo pigro che riposa, sono qui, dove il tempo è solo una linea nel muro in attesa di una telefonata da luogo lontano cibo per una anima infreddolita Ecco guardo e vedo una pietra dolce ricordo mi porta con battito d'ali in un giorno che mai è stato notte ho bisogno di qualcuno di qualcuno che mi scuota un toccare d'aria un sussurro di parole una piccola riflessione. Mi muovo nel mio silenzio per correre via, forse sono in ritardo il prossimo treno è già partito sono in ritardo ma conosco la destinazione e guardo un vecchio uomo pigro abbandonato nel sognare un incontro un sussurro
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marcello plavier
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Commenti (8)

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quando la solitudine attanaglia si desidera ciò che si è perso, voce amica x una telefonata che riporti nutrimento allo spirito, mi sono sempre domandata perché molte volte allontaniamo persone che ci amano non capendo il loro vero amore x noi, non resta altro che farsi il mea culpa ed il rimpianto, versi molto belli, complimenti

Franca Donà astrofelia17 dicembre 2010

veramente avvolgente questa poesia, come una solitudine amica che abbraccia e non lascia più.

mario calzolaro17 dicembre 2010

Dolcemente malinconica questa lirica che rappresenta un momento della grande sensibilità di Marcello. Grande!

Adriana17 dicembre 2010

non so sembra quasi che tu chiami l'ultima persona, che ti accompagni nell'ultimo viaggio, versi molto dolci e delicati se pur malinconici

Silvia De Angelis17 dicembre 2010

Attimi d'intensità in cui il proprio ego si perde in personali divagazioni, ove la ricerca di un qualcosa che sia in simbiosi con noi, riflette particolari sensazioni...

Rosy Marchettini17 dicembre 2010

Versi dolci che parlano di un'anima profonda tra le cui pieghe cela verità che non si desiderano ricordare... l'inizio di un viaggio che non ha inizio... nell'anziano si cercano risposte... che... forse non arriveranno, ma mai perdersi si conosce la destinazione del treno...! Bella, bellissima, piaciuta ed apprezzata tantissimo

Nemesis Marina Perozzi18 dicembre 2010

Uscire da noi stessi per osservare dall'esterno il nostro corpo che giace abbandonato alla pigrizia di un momento di rilassamento. Solo così si ha l'esatta percezione dei nostri bisogni, la malinconia delle assenze, la consistenza delle speranze!

neferlabella18 dicembre 2010

Malinconia in versi, stupendi versi. Avvolge questa tua, sembra una coperta di pura lana. Piaciuta