Alla neve
in sigillati silenzi serri la vita
in miriadi di baci, freddi ovattati
minuscole geometrie ricorrenti, qui ora
il calmo formano fioccare senza vento,
il frattale di sogno allucina il caotico
succedersi del flusso concitato del nulla
e tu, neve, porti la pace, dai tregua ai furori
false passioni raffreddi e ordini moti lenti
chi potrà accostare al bianco collo le labbra
senza vertigine? tu poni ciascuno davanti a se stesso
o cinica regina dei poli, l'orrore sciogli
di false impalcature e vera veste prospetti:
nessuno il freddo abbraccio del tuo seno sopporta
o infanzia del mondo, da bimbo ti amavo
da adulto mi sei frigida amante, nel pudore
rivesti la terra, semi celi di piante e animali
trasformi la tua purezza infine, prendi colore
il tuo stato cambi e ruscelli e fiumi ingravidi
della limpida acqua del disigillamento
in alto mi spingerò, neve, nelle latitudini
iperboree, tra ghiacciai abissali casa farò
e dentro al tuo gelo tomba perenne
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto19 dicembre 2010
Una splendida Lirica. Hai colto le meraviglie della neve molto ben descritte. La vedi come una donna suprema. E' davvero meravigliosa, da favola!
