Colui che non deve essere nominato
il mio corpo è muto:
un lago d'aria,
un'isola nella mia morale,
immemore stelo d'ossa scosso da piogge di servi.
il mio corpo è muto
come una vedetta sulla corolla di un portone,
come un cigno adagiato nel suo sangue nero.
sorge sui bordi delle strade rabbiose,
dalle luci sbadate di case fedifraghe,
dalle asole di un seno,
da un porto,
dagli zigomi molesti sparsi per gli uffici.
il mio corpo tende a strafare,
a delinquere d'inverno e ad addormentarsi ricoperto di pelle stellare,
ad odiare la gente che raschia parole da vocabolari vuoti.
anche al tramonto, riesce a rimanere allegro.
©
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L'autore
Jo Spurs
scrivo dall'età di 15 anni. il motivo iniziale era far colpo sulle ragazze, ma dato che non funzionava un granchè, ho deciso di proseguire perchè creare è la cura a tutti i mali. mi sono iscritto perchè spero di trovare, tramite i commenti e le poesie altrui, occasioni per continuare a modellare, cambiare e colorar
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