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Ribellione 25 dicembre 2010 · lettura 1 min · 2480 letture

La rabbia

Nemesis Marina Perozzi 510 poesie pubblicate
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Nella notte di veglia in attesa di glorificare il pianto che s’alza dalla capanna come vento di speranza la rabbia, sguinzagliata senza controllo, latra, ringhia e morde, spezzando il collare del Padrone, abbandonata agli sputi del mondo che crudelmente assiste, lanciando bocconi avvelenati di rimpianto al suo corpo piagato e smunto, affamato di salute come di pioggia l’inaridito campo.
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Il Natale... Grande è il suo mistero, che affascina anche i non credenti, ma chi soffre continua a chiedersi invano "Perché, Signore, mi hai abbandonato?"

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (15)

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mario calzolaro25 dicembre 2010

...ribellione natalizia... sacrosanta. Un particolare plausom ad un'Autrice grande, unica>!

G
Gianny Mirra25 dicembre 2010

La rabbia di chi assiste impotente alla desolazione della gente, alla tristezza che afferra il cuore con artigli di piombo mentre chi ha il pane non ha i denti e sputa in faccia al prossimo condannato al suo declino. Bellissima lirica, Buon Natale.

Silvia De Angelis25 dicembre 2010

Esiste sempre chi soffre profondamente e in giornate come queste sembra domandarsi perché non è stato sfiorato dal miracolo della nascita d'amore?

Enrico Baiocchi25 dicembre 2010

La misticità del Natale non riesce a recuperare la speranza di chi soffre sempre e comunque, sotto l'indifferenza della gente che evita di guardare chi sta peggio, o addirittura l'allontana e la isola per il terrore di poter fare la sua fine.

c
cristina biga25 dicembre 2010

Il significato del Natale è cambiato tristemente purtroppo, è diventato consumismo desiderio di festeggiare un'occasione per trovarsi insieme alla famiglia, certo ma solo perché presi dall'egoismo durante l'anno si da priorità ad altre cose e non agli affetti... (esperienza personale). Ma io penso che non è il signore che ci abbandona ma le persone che non lo cercano più scaricando facilmente dicendo "se ci fosse un Dio..." le responsabilità di questa vita che è diventata dura per tutti e terribile per molti... Il capolavoro di poesia scritto dall'autrice mi ha scatenato queste riflessioni... complimenti condivisa...

Anna Maria Obadon25 dicembre 2010

Ritengo che ciò che ci contraddistingue in questo mondo sia l'assoluta indifferenza di troppi ai problemi degli altri. Continuiamo a coltivare il nostro piccolo orto e non c'interessa quando di tremendo e mortale sta accadendo aldilà della recinzione del nostro territorio. Demoralizzante e dolorosa constatazione.

S
Silvia Cingolani25 dicembre 2010

Dio non ci abbandona mai! La sua Grazie è sempre pronta ad entrare e a renderci felici... basta solo aprire la porta del nostro cuore... BUON NATALE!

Clara Gismondi25 dicembre 2010

Sicuramente è molto difficile accettare di soffrire in silenzio quando l'ingiustizia degli uomini imperversa nel mondo con atti non solo di ingiustizia ma anche di violenza. L'unico cammino che conosco è la trasformazione dell'uomo per me questa è già luce divina. Poesia dura ma vera e necessaria! Molto bella!

C

non è Dio che abbandona gli uomini,è l'uomo che abbandona lo spirito fraterno, quell'evangelico messaggio: amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi, la sofferenza esiste perché poco ci amiamo fra noi, bellissima poesia, complimenti, augoroni

Pino Tota25 dicembre 2010

Tra i perché della nostra esistenza, questo è quello che fa più male... il perché crudele delle ingiustizie che genera l'odio e la rabbia... e i sogni dell'infanzia evaporati... dissolti nell'angoscia di giorni senza speramza...

Midesa25 dicembre 2010

l'altra faccia del natale... di chi non ha fede e continua ad aspettare una salvezza che non arriva... versi duri ma ben delineati per un concetto che esprime l'antinatale per eccellenza il perche' delle sofferenze e delle tribolazioni terrene...

Ela Gentile25 dicembre 2010

Si molti, che non hanno una fede salda, si scoraggiano perché si sentono abbandonati da Dio quando soffrono e si arrabbiano dando a lui tutte le colpe del loro malessere. Versi quanto mai veritieri e molto sentiti. Belli e apprezzati.

Rosy Marchettini25 dicembre 2010

Questa pesia non è bella, è meravigliosa perché vera, perché profonda, perché sì ci sono tante persone che sembrano esser condannate dalla vita a dover soffrire tantissimo non solo per salute... Se seguiamo la filosofia della reincarnazione sappiamo che ognuno di noi, nel bardo, sceglie la propria vita per riscattare i peccati della precedente... poesia interessante anche perché apre a discussioni profonde e filosofiche Applausissimi, piaciuta tantissimo

Danielinagranata25 dicembre 2010

A volte temiamo di essere abbandonati dal nostro DIO ma noi dobbiamo sempre lasciare aperta la porta del nostro cuore e dobbiamo permettergli di entrare poesia che offre un sacco di spunti di riflessione

Berta Biagini26 dicembre 2010

Chissà quanti sono coloro che non possono vivere in pace questo delicato momento costretti da vari motivi a soffrire anche per la sola mancanza di una coperta, per il dolore di un male senza requie, la lontananza di un affetto e chissà quanto altro che non conosciamo. La sensibilità dell'autrice sembra non avere fine.