Gocce di sangue sulle labbra

La triste matassa
(asociale e complessa)
bieco il suo disporre.
Naso turato
e sangue sputato.
Anticipar la fredda coagulazione,
prima che uccida
ciascuna affezione.
La matassa
per il tuo male non prega:
- se ne frega -.
Fermacarte nella serratura,
il tormento perdura.
Il giubbotto bello,
un'altra passeggiata
nel sollievo di un bordello.
Strana palpitazione:
non sapere come andrà a finire,
labbra sporche
di sangue e vino inscatolato.
Uscire dal giovine ospizio
ricader sotto le forche.
Vi è sorgente di vita in tutto,
anche nell'apparente inviso.
La vita non si riduce ad un rutto,
l'invisibile sorgente
non si manifesterà nel sorriso.
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
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