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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Isabel Taillefer
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Introspezione 4 gennaio 2011 · lettura 1 min · 3858 letture

Tra cenere e comete

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Isabel Taillefer 65 poesie pubblicate
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Trecce di piume Rivestono il nirvana Di quella gioia sghemba O fiabesca chimera Che fu pensarti adulto Tra tanti pelli rosse Cotti d'acqua Lavati di terra Nuove divinità Rubate alle piramidi Dagli occhi scoloriti Scuoiano vermi Dov'è la tenda Le pietre sudate Il corpo segnato di mille preghiere Dov'è lo shamano che fumò per la pioggia Suo padre nelle praterie s'attarda e veglia tra cenere e comete Segue le orme dell'eroe perduto Sul sentiero di latte Incontaminato
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L'autore
Isabel Taillefer

Mi chiamo Isabel,sono nata la notte del 2 di novembre di 49 anni fa ( i mitici anni 60) , e nascere in una notte così speciale mi ha un bel pò influenzato la vita...c'era la luna piena e forse se non sono tanto "normale" è dovuto anche all'influenza degli astri... Sono una persona " difficile" ( a detta di molti ) c

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Commenti (7)

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Carlo Sorgia4 gennaio 2011

Un fascino che ti prende e ti trasporta lontano con mente aperta e voglia di conoscere. Versi graffianti che lasciano un segno.

figure che si delineano fra le parole e prendono forma e si muovono, come alitati da divino afflato. Sensazioni che lasciano il segno... piaciutissima.

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mfm Luigi Mancini4 gennaio 2011

Si sente il profumo e la vastità di terre lontane in questi versi. Complimenti Isabel.

ZulliNicola4 gennaio 2011

Sei grande poetessa di viaggi sognanti... ... e di più!

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Gianny Mirra5 gennaio 2011

Un viaggio nelle bellissime immagini che i tuoi versi disegnano. Colori che si alternano, luci che indicano passaggi e sensazioni. Brava Isabel, molto bella, piaciutissima.

Nando Caturano5 gennaio 2011

Una poesia che cova masse di impronte e scie di vissuti che caratterizzano il tuo geniale stile. Sono contento di essermi fatta una nuova esilarante amica. Ti ringrazio per l'apprezzamento della mia poesia "Oh divinità!", sopratutto perché mi ha dato l'occasone di conoscerti.

s
senzamaninbicicletta5 gennaio 2011

questa poesia è un documentario che propone poeticamente uno spaccato d'oltreoceano nelle tradizione e nei costumi affondando la penna nel calamaio del proprio essere. Molto gradita e bella