Fredda indolenza
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Scemano
in oziosa insofferenza
le tinte della realtà
Mi adula il torpore
e gira sulle pareti
la mia mezzaluna storta
L'odore d'inverno mi satura
dai vetri lacrimosi
mentre mi sorvola il fruscio del respiro
Dall'abbraccio della lampada
non mi raggiunge più
la foto d'un pensiero
partito dalle sponde dell'inconscio
Scivolo con il peso di un titano
tra le trappole delle illusioni ottiche
Mi avviluppo su me stessa
a cercare un appiglio...
aria ...solo aria
Mi sfugge il senso
Non posso lottare senz'armi:
sparisco
imbragata nelle fasce
di uno stato d'inesistenza
L'alito della sera
è la prima conquista
del risveglio
secco
monocromatico
indifferente alle volute della mente...
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
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Giorgio Dello6 gennaio 2011
Hai tante armi credimi, Poetessa e quì ne è la dimostrazione! Bellissima poe ottima introspezione!
Antonio D’Auria6 gennaio 2011
pennellate ad acquerello di coscienza intrappolata dal sogno, sofferta in una realtà biancoenero... lettura di condivisa sofferenza...
Pino Tota6 gennaio 2011
Profonda introspezione che mette a nudo le pieghe dell'anima... Molto bella!
Giovanni626 gennaio 2011
Pensieri che affollano la mente ai quali non è sempre facile reagire, così ogni tanto anche il corpo sente il bisogno di riposarsi e la mente non vuol pensare più a niente. Così la interpreto. Bellissima e profonda poesia.




