Cemetery
Quante croci nel giardino dei fiori.
Io porto una fusciacca mentre vago nel solenne.
Un contado di anime sciolte, eremo dei solitari,
un guerriero semidio,
soldati e giovini
o veterani tuttavia dipartiti,
neo intraterreni.
Lacrime annaffiano aiuole e pianori di
boccioli ancora d'aprire e fogliame diramato.
Altri e petali caduti
nei salmi dettati.
Non so degno di proferire di codeste verità.
Numeri e prole, marmi diacci coi nomi argentei
nella città di cui nà volta furon vivi
Dei popoli della vita
un si partecipa più al chiasso,
i pianto... rimasto
Santo cielo, perché?
Ci domandiamo!
Dio non so degno d'argomentare.
E parliamo colle anime dei nostri cari defunti
Ci ascoltano di la dal fosco
a noi ci basta questo.
©
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