Quando capirai

Ciao a tutti. Nasco tantissimi anni fa in quella che è universalmente considerata la culla dell'arte: Roma, sotto l'ombra del "cuppolone". Innamorato dell'arte in tutte le sue forme, pittura, scultura e musica, l'immagine è il mio credo, mi sono avvicinato alla scrittura da pochissimi anni, prima quasi per gioco,
Commenti (7)
"Credere nell'oggi per gustare la felicità e mantenere viva l'anima". Complimenti! Versi molto belli e suggestivi.
...non so dove cercare... ma... desto e teso... m'incammino come guida sicura nell'abisso della mia anima... senza chiedere aspetta il sicuro sfogo di pensieri... offrendosi come diario che nessuno mai scoprirà...con pazienza aspetta di parlare con i miei pensieri... assorbendo lacrime con il suo silenzio...è colei che mi parla... mi sorride... mi capisce e mi consiglia... Mi vuole bene per ciò che sono... per come sono... non mi giudica e mai mi tradirà...e quando crederò nell'oggi... sarà allora che capirò che il mio tempo gli appartiene... e sarà viva... MOlto bella...
credere nell'oggi per vivere sereno il domani... splendida enrico
Quando l'anima giunge a questo stadio di maturità, quando riesce a stupirsi, a meravigliarsi... e, tuttavia, a guardare tutte le cose, le vicissitudini umane, con quel certo distacco, che non vuole essere insensibilità, ma un sentire umano che riesce ad accogliere anche il dolore, elevandosi al di sopra di esso, allora... sarà salva. Profondissimo lo spessore contenutistico dei versi. Emozionanti...
...bei versi da cui promana un insegnamento di altissimo valore. Un forte apprezzamento per l'Autore
l'anima che si libra in cerca di qualcosa che già esiste e che spesso, benché vorremmo plasmarla, ci ripieghiamo su noi stessi e solo il dolore è spesso il motore che ci fa sentire veramente vivi e aiuta ad accettarci per come siamo, in ogni tempo, in ogni luogo... snodando quei fili dal gomitolo che come un cordone ombelicale ci tiene aggrappati al sonso... ai ricordi. Molto profonda!
l'anima che si libra in cerca di qualcosa che già esiste e che spesso, benché vorremmo plasmarla, ci ripieghiamo su noi stessi e solo il dolore è spesso il motore che ci fa sentire veramente vivi e aiuta ad accettarci per come siamo, in ogni tempo, in ogni luogo... snodando quei fili dal gomitolo che come un cordone ombelicale ci tiene aggrappati al sonso... ai ricordi. Molto profonda!






