Madre terra
Clara Gismondi
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Abbozzata
nella bruma,
lambisco le note
del tuo respiro
anima
dai seni velati.
Volere
placato dal mare
trova radici
nel sentiero di creta
avverso al pianto.
Delirante
l'uomo
incrina il suo tempo;
forgiato nell'argilla
ritornerà
nel tuo ventre
madre terra
per compiere l'ultimo passo
declinato in suono:
le vocali
del mondo che nasce.
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L'autore
Clara Gismondi
Commenti (3)
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Aldo Bilato9 gennaio 2011
più a tema di così!... dal mare portato, nell'argilla forgiato... l'uomo nella sua dimensione spazio- temporale... nasce, vive, muore... per ritornare alla madre terra che l'ha ospitato... e che l'accoglierà di nuovo nel grembo... per plasmar altra materia dalla sua anima...
Silvia De Angelis9 gennaio 2011
Un percorso che si forgia nel tempo dando vita all'umanità che nel suo percorso si plasma per poi tornare alle sue origini...
Nero9 gennaio 2011
...completa... in pochi versi hai tracciato un percorso che è universale... in quanto compiuto da tutti gli uomini, senza eccezioni... ed è stupenda... grazie di questo componimento...è veramente un vaso di creta cesellato in maniera abilissima da un'ottima artigiana ...



