Velluto violaceo
Ci fu creatura tanto
soave sulla terra?
Celeste non
come il cielo,
più luminosa delle stelle,
quale grazia
divina si appoggia
sulle tue gote.
Rossa d'alba,
rosa di tramonto,
dall'umida terra
nacque mai fiore tanto
delicato.
Velluto violaceo
appoggiata all'erba
virente
rimembri gioventù
nell'apparir
delle calde stagioni,
si allieta l'anima
stanca,
si riposa il corpo
morente.
Spente le stelle ora
al calar della luce
ardente,
velluto violaceo
sospiri nella notte
come il cuore
allo spasimo si lascia
andar da travolgente battito.
©
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Commenti (1)
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luigi8811 gennaio 2011
La poesia mi è molto piaciuta perché tiene il ritmo, poi è divisa in versi brevissimi e questo aiuta molto la lettura... in più mi ha colpito molto questa reiterazione dell'immagine del velluto rosso... non riesco solo a capire a chi ti riferisci quando parli della "creatura"...ma forse è volutamente taciuta la cosa, quindi va bene così...brava, complimenti!
