955 lettori online · 357.538 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Aldo Bilato
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Impressioni 12 gennaio 2011 · lettura 1 min · 3141 letture

In confusione

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
+ Segui
tre cime ed un fienile sviene l'omino nel lutto cittadino incontra il mio insolito saluto starnuto che si ripercuote all'infinito esagera esagera alla fine esaspera non ci posso credere la mia vicina ride azzanna il suo panino ma è incazzata ci sono rimasto male questa mattina non m'hai voluto non te la sei sentita in punta di matita rispolvero le nostre giornate appese alla metropolitana abbracciati a chili di sofferenza cola l'olio ed è prudenza sei arrivata a destinazione io ho perso non solo il treno ma anche la stazione
♥ 0 💬 11
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Aldo Bilato
Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
alessandro mazzeo12 gennaio 2011

Ci stava bene anche Bad Day dei REM come sottofondo... ritratto di vita quotidiana... per chi sa andare oltre le apparenze!

Rita Stanzione12 gennaio 2011

Arriva un'atmosfera surreale che veste il contesto (la metropolitana è disumanizzante, anche se pratica...) e anche gli approcci. Inquietante a tratti... scritta con una bella capacità di adescamento. Complimenti.

Siddharta Giorgio Raco12 gennaio 2011

basta non perdere il biglietto... la vita è un viaggio...

Raggioluminoso12 gennaio 2011

Un incontro "mancato" - grande il dolore e forse un po' si rispecchia in quell'"incazzata". L'olio non sempre è efficace, non è rimedio per tutte le circostanze, a volte può far più male, così come la prudenza. E se si perde l'orientamento, il viaggio diventa assai "diverso". Molto piaciuta.

Rosy Marchettini12 gennaio 2011

Quanto è bella questa tua follia, ops scusa poesia! La metropolitana... un mondo sotterraneo che corre dalla mattina alla sera milioni di persone salgono, scendono. sguardi persi, corrucciati, ancora immersi nel sonno e tu che vai a fai non solo ti perdi la metropolitana ma addirittura la stazione e quell'inontro? Bella, divertente ma, al contempo profonda, come sei tu, Aldo Grazie

Barbara Golini12 gennaio 2011

la vita che corre frenetica e lascia sprazzi di sé, tu e lei e il suo percepire e iltuo percepire. il difficile riadattamento per chi più rapido per chi più lento. Siede in confusione il poeta rielabora pensieri, emozioni e proiezioni future. Saggio e profondamente Bilato. Grazie!

Pino Tota12 gennaio 2011

Ciò che ci circonda condiziona mentalmente le nostre attitudini e le nostre abitudini... se la nostra vita è confusamente vissuta come in una metropolitana, tra prudenze e sofferenze, è anche possibile perdere la trebisonda... è tutto da meditare...

c
cristina biga12 gennaio 2011

Surreale molto originale ma che trasmette molto bene le emozioni provate... l'autore ha uno stile molto particolare che adoro... e complimenti...

Giovanna De Santis12 gennaio 2011

amarezza del quotidiano ripetitivo ... che diventa vita, la metropolitana che corre nel buio ma porta in fretta a destinazione chi indifferente, insensibibile se ne frega, mentre chi sensibile perde treno, stazione, meta così l'ho letta chiedo scusa se erro l'interptretazione, poesia di notevole impatto emotivo, stesura geniale!

Midesa12 gennaio 2011

la confusione della vita quotidiana... la confusione sul percorso sda intraprendere talmente grande che non è in discussione la fermata a cui scendere ma lo stesst treno da prendere... geniaccio m'hai confuso... ah ah ah

Clara Gismondi13 gennaio 2011

Poesia che trovo divisa in tre parti nella tematica scelta. All'inizio la prima impressione che ho avuto è di essere di fronte a una visione di scene che si svolgono come in un film ...la intitolerei "lunapark" colori e movimenti che si succedono come su una giostra in modo concitato, scorrevole, quasi irreale. La seconda parte, più contingente ma sempre comunque surreale si passa ad una situazione di passaggi di stato emotivi, di incredulità di fronte a un mondo che sembra privo di senso. La intitolerei " Muro di Berlino" forse perché l'assurdità del muro e l'incapacità di vedere oltre l'associo al muro. Nel terzo passaggio il livello diventa più personale, intimo, segna un momento di passaggio, ma sempre assurdo, incongruente. Belliss