Dolce

Eccomi,
dolce tra le pieghe
del tuo splendido fiore
fiorito alla soglia dell'estasi
rorido di speranza nell'attesa
di labbra audaci e morbide
Dolce mi vuoi
ed allora apriti affrontami
Su questo letto sfatto
sei un incanto che rapisce
spettacolo stupendo
fra le quinte del tuo cespuglio
preparo l'ingresso
alla grotta che suona melodie
solo a me conosciute.
Sono dolce nell'irruenza
e poi le tue mani
mi guidano
tra le umide labbra
e gemendo all'unisono
a cosce aperte
senza alcun pudore
ti aggrappi a me
nell'implosione dei nostri corpi
così, dolce
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Commenti (4)
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Annamaria Barone12 gennaio 2011
Il gioco, la fusione, la scoperta sempre nuova, la gioia di respirarsi ed assaggiarsi e compenetrarsi, per il piacere. Di pelle e di anima
mario calzolaro12 gennaio 2011
...erotismo di fattura squisita... elegante e davvero coinvolgente. Complimenti
Marco Veronesi12 gennaio 2011
"...fiorito alla soglia dell'estasi rorido di speranza nell'attesa..."... Bè, hai reso fantasticamente l'idea di un momento stupendo, che viene secondo solo all'orgasmo: l'attimo prima di dare inizio alle danze, fatto di eccitante aspettativa...
Michele Tropiano12 gennaio 2011
"dietro le quinte del tuo cespuglio" "grotta che suona melodie" metafore molto ardite ma apprezzate. unico appunto: verso la fine quel "a cosce aperte" mi sembra una caduta di stile, la poesia era erotica ma delicata fino a quel momento! ps. bell'immagine!



