Tempo di crisi
Giorgio Lavino
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La luna aggiusta la luce per darla
meglio alle genti che sperano
E' notte e nel cielo incupito
un graffio di luce è come
la voce di un moribondo
Screpolate sensazioni s'affannano
a diventare messa di giorni di festa
Gocciolano le rimanenze delle
vecchie delizie leccate dai
soliti commensali
Nessuno ora ha gesti da re
e le nenie stancanti di un tempo
ora sono musica di buona fattura
I fuochi spenti fumano ancora
E l'eco dell'oro si perde
tra le nuvole di nuove speranze
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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