Continuità
elena rapisa
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Ci dissolvemmo nella nebbia
di Capo Nord
tenendoci per mano.
Ci perdemmo tra i Fiordi
dove il mare,
immobile e silente
rispecchia narcisistici pini.
Raccogliemmo frammenti di corallo
lungo insenature
su isole fluttuanti
nella luce del sud.
E conchiglie sonore
donate al sole da Nettuno
in notti di maree.
Vivemmo brevi albe
di deserti mutanti
attendendo impietosi raggi.
Ora, nelle stanze
fattesi silenti
odo solo il pianto di chitarra
rincorrersi fra vicoli antichi di Barcellona,
Essenze di dolore
rimbalzanti su portali di chiese moresche
che giù
giù, per stretti pertugi
raggiungono il mare
per morire in un tramonto di sangue.
E' rimasta ancorata
alla tua
la mia mano.
Nell'anima,
indelebile
l'impronta del nostro vissuto
impressa a fuoco
nell'ininterrotto nostro dialogo
Tu, mia ombra luminosa.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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