Penombra
Io raccoglitore di mute parole nella penombra della solitudine
rinnego il deserto del peccato e dell'accidia.
Incomunicabile un destino mi assale furibondo.
Dove lascerò le mie spore, spero nascerà il diletto.
Dove cadrà la pioggia dell'ignominia serpeggerà forte il dolore.
E nel vento tagliente della ipocrisia cingerò il capo di spine.
Amara l'indolenza sarà la culla dei miei inveterati anni.
Nel ghetto buio dell'inandempienza attecchirà il malumore,
vero compagno della mia ingrata speranza.
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