Fine
il mio stomaco foderato di bruciore
la mia mente singhiozza il tuo volto
il mio naso si illude della tua morbida carne
gli occhi piangono la tua bocca
sul campo di battaglia
la consapevolezza è l'unica superstite
e trucida i corpi
già bagnati di sangue
e vana è la disperazione di chi piange il proprio defunto
e vana è la speranza che si rialzi perché caduto per errore
tutto si ricompone velocemente
chiaro e limpido come un puzzle già finito
la mano corre sui tasselli
che affiorano come ricordi intrappolati
non c'è fine al pensiero
che si infligge pene sconosciute
non c'è spazio all'amarezza
che cade su un'altra bocca
©
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