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Riflessioni 19 gennaio 2011 · lettura 1 min · 3022 letture

Nel canto d'un gabbiano

Daniela Pacelli 1101 poesie pubblicate
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A piccoli passi si intravede l'uscio al di là del muro misura l'incertezza del tempo e tra la foschia prendono forma solide realtà. Svestirò l'anima dall'abito tessuto da fili di comprensione sciogliendo a terra inutili parvenze come corteccia d'abete squarciata da lama d'un coltello affilato Disperdo nel vuoto il silenzio mentre brandelli di rimpianti scorrono sul letto di confusi pensieri Non sento più emozioni vibrare sulla pelle dove giacciono cicatrici lenite dal canto d'un gabbiano Tutto fluttua repente nella clessidra d'una centrifuga seguendo l'onda di un ricordo lontano che indifferente all'ombra del respiro brucerà lento Lascerò parole scivolarmi addosso e divorando il mondo con il sentire degli occhi darò spazio solo a impavide movenze che nell'altalenante realtà forgeranno il corpo su cui scrivere il mio nome
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Daniela Pacelli
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Commenti (7)

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La libertà del pensiero che vola in alto... svestirsi di quel che abbiamo spesso indossato perché ci mettono addosso altrui voleri altrui pensieri... O forse svestirsi solo si quelle ferite raccolte nel cammino... Ci vorrebbe proprio una sana pulizia... Stupenda Dany come la tua anima!

Giorgio Dello19 gennaio 2011

un'anima stanca che vuol soprassedere, alle volte lasciarsi scivolare addosso parole e pensieri è un toccasana! Un'ottima riflessione, come al solito condita da una lirica accativante!

Pino Tota19 gennaio 2011

Liberarsi dai rimasugli del passato, e l'anima nuda pronta a rivestirsi di nuovi tessuti... lasciarsi scivolare addosso il dire di un tempo e ridare nuova linfa alla propria identità... Bellissima lirica...

mario calzolaro19 gennaio 2011

...ed è "catarsi"...gran bei versi per dipingere uno stato dell'anima: Una vera chicca anche questa.

Danielinagranata19 gennaio 2011

Lasciarsi scivolare addosso le parole lasciarsi il doloroso passato alle spalle e riprendere il cammino intima e suggestiva profonda e bella

Rita Minniti19 gennaio 2011

Dopo momenti bui, si comincia sempre ad intravedere " l'uscio", una piccola porta che dà luce, illuminando la mente. Così prendono forma realtà che, fino ad allora, la foschia ha annebbiato in quell'incertezza di tempo diventato già memoria. Un presente che svestirà l'anima dai dubbi, dalla tristezza, così come scrive l'autrice, quando ci confessa che il suo pensiero rinascerà "sciogliendo a terra/inutili parvenze/come corteccia d'abete/squarciata/da lama d'un coltello affilato".Immagini, quindi, molto dure, che descrivono bene, la tanta forza impiegata per districarsi dal male, e da tutto ciò che è stata soltanto fitta nebbia. E nella consapevolezza che la luce brillerà ancora, farà scivolare parole inutili, dando spazio al respiro di respirare

Ela Gentile20 gennaio 2011

Dimenticare e disperdere pensieri e rimpianti che hanno lasciato cicatrici e involarsi con nuova linfa e nuovo respiro verso il mondo, dando spazio solo a positività. Bellissimi e sentiti versi molto piaciuti e apprezzati. Br ava Daniela.