Italico re di picche
Cristina Devincenzi
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Velo di silenzio su animo impavido
sfuggente, distante
che a testa alta lascia il coro
sprezzante del pericolo.
Senza paura e a passi sicuri
il Re di Picche gira il capo
e nulla scuote il suo essere,
non un'ombra solca il suo volto.
Un sorriso scolpito nel marmo
ci domina e ci guida lontano,
ma la meta
non é possibile scorgere
tanto sembra distante.
Tutto é immobile
eppure tutto cambia
come ghiacciaio,
che si scioglie lentamente
e ritira le sue geometrie
anno dopo anno.
Il Re del Popolo
dal suo scranno d'orato
tiene il mondo in una mano,
messaggero, baciato dal Signore.
Nulla scuote il piccolo saggio uomo,
che tutto sa e nulla dice
come antico sigillo
scolpito nel granito.
Quante verità porterai con te
al di là del Bardo,
quando la notte durerà
per sempre.
Dominatore di un mondo
che solo tu conosci
non guiderai per sempre,
noi poveri Pellegrini;
che ci inchiniamo
alle tue solenni verità.
La fine da Eroe ti aspetta
con una Corona d' Alloro
sul capo
e gocce di veleno
dalla Coppa
dei Nemici.
Scaglia la tua Pietra,
se di Virtù
la TUA ANIMA
SI TINGE.
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Cristina Devincenzi
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