SICILIA 1992 (a Falcone e Borsellino)
Gli olivi di Capaci piangono
improvvidi di vermiglio,
gocce acidule del'anima.
Nel giardino di via D'Amelio
la calura riscopre
foglie di metallo
nel meriggio spezzato
da apocalittico lutto.
Brandelli ormai laceri
di omertà in disuso,
sudari sui balconi di Palermo
in unisono dolente
di fremiti diffusi
a ridestare gemme e attese
di primavera incipiente.
Giovanni e Paolo:
con liquidi sguardi d'intesa
spargevano fermezza
sul presentire acuto della fine.
Dioscuri segnati
da destini severi,
adesso di scorta avrete
la rabbia degli onesti.
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Commenti (1)
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Marisol5821 gennaio 2011
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino due grandi martiri della storia per la giustizia. Duri versi di provata profonda avversione per ogni tipo di violenza. Molto bella.
