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Sociale 21 gennaio 2011 · lettura 1 min · 1166 letture

Figli di un diverso Dio

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Dany Blasi 605 poesie pubblicate
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Non solo schiene da poter piegare... chiusi, rinchiusi, confinati, sconfinati, dentro recintati spazi di dolore, umiliati, sfruttati, odiati, persino del pensiero derubati! Figli di un diverso Dio. Schiene sferzate dal cocente sole, piangono lontane e amare terre e cieli diversi e figli e madri e amori a sera da abbracciare, da baciare e da sognare... Non solo schiene da poter spezzare ma lo stesso sangue e sudore che nelle vene scorre... lo stesso ventre affamato di bimbi da sfamare. Non solo gambe sotto il duro giogo ma neri e grandi occhi senza vergogna da poter guardare... senza odio e rancore. Figli di un diverso Dio, il cielo piange, anche il loro umano sangue!
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Siamo tutti uomini sotto questo cielo... non esistono uomini diversi, da odiare, sfruttare, ghettizzare, solo perché di diversa razza!

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Dany Blasi
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Commenti (5)

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Silvia De Angelis21 gennaio 2011

Si sofferma l'autrice, con meravigliosi versi, su quelle popolazioni da sempre sfruttate, nate in paesi ove l'esistenza è difficile per le dure condizioni climatiche, destinati a condurre una vita davvero complicata

Cinzia Gargiulo21 gennaio 2011

Versi intensi e accorati che denunciano una grande ingiustizia sociale qual è lo sfruttamento di taluni popoli. Siamo nati tutti sotto un unico cielo eppure questo cielo non è uguale per tutti. Bellissima poesia!

Giorgio Dello21 gennaio 2011

una poe che narrà una triste verità, di cui bisognerebbe sempre soffermarci e riflettere, penso che i veri diversi siano gli uomini che continuano nel loro consumismo progressista senza spalancare gli occhi e muovere le mani per darsi da fare affinché tutto questo nel terzo millennio non possa più esistere... ma forse è utopia. Osserviamo due cieli diversi ma il "Loro" è quello da dove viene un'immensa luce! Versi profondi, una stupenda poe, mi scuso con l'autrice se mi son dilungato...

C

con quello che hai scritto, penso a volte, che Iddio prenda con se quei bambini per non farli soffrire più,non v' progresso ne civilltà se ancora non si debilita la fame(,einstain) bellissima poesia

Rosy Marchettini21 gennaio 2011

Hai messo l'immagine di un bimbo nero, ma ritengo che abbracci tutti i bimbi del mondo che son torturati, ghettizzati, villipesi, schiavi del loro stesso sangue, depredati della loro infanzia, costretti a lavorare in luoghi ove non vi è nemmeno la possibilità di bere un bicchier d'acqua... hanno fame tutti i bimbi del mondo costretti a non vivere la loro età... Bella e forte poesia di ribellione e denuncia che applaudo fragorosamente Un fascio di rose rosse per te, Poetessa