E tanto è diventato niente
Giorgio Lavino
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Tanta musica e tanti balli
nella testa e nel cuore
Poi un refolo abbandonato
per strada dalla malasorte
la mia malasorte
E tanto è diventato niente
Quel soffio sputato
da uno stregone che
non ha digerito la mia
felicità che leccavo
in un sogno che
volava e piangeva
sapendo di dover finire
Quel soffio ha spezzato il presente
il mio presente di filo di ferro
a cui avevo appeso una speranza
la mia speranza che mi teneva sempre
caldo il cuore
Il passato il mio passato
è stato vero ma quel soffio
se l'è portato via
chissà dove
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Doraforino21 gennaio 2011
Versi introspettivi che lasciano un senso di tristezza per un sogno non realizzato. Ora quel filo di speranza è volato via! Versi sentiti.

