A Noi!
Quanto di vanità muove le gesta
e di profitto e di fini secondi,
rifugge la lealtà di quei giocondi
scambi tra amici, ove l'amore resta.
Se la Fortuna poi – ah, Lei funesta! –
li scaglia lungi, essi, errabondi,
ritorneranno sugli stessi mondi
anche più pressi, a offrir pronti la testa.
T'offro dunque io la mia testa. Ben squilli
il giuramento. Ch'io ti sia rimedio
nella tristezza e l'affanno e, se lo vuoi,
ti sia solida spalla negli idilli.
Sia pieno d'allegrezza il nostro tedio,
e che riecheggi l'urlo: «a Noi! a Noi!».
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