Ali ripiegate
Cristina Devincenzi
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Vetro appannato
lacrime nascoste
così il mio ricordo vola a te,
mentre su gelide rotaie
il treno del destino
mi portano lontana.
Il mio cuore piange,
mentre un sorriso anima il mio volto,
maschera senza verità che tutto dice
e tutto tace
come pagliaccio
dipinge il dolore a tinte forti.
Un dardo ha colpito il mio petto,
ma invisibile come sospiro nel vento
nessuno ha scorto
ferita alcuna
così celata da vani orpelli,
nascosta nel profondo.
Come fuoco ardente
luce sempre viva,
mi guidi nella vita
come fossi qui.
Come un amuleto
ti terrei vicino al cuore,
se tu lasciassi uno spiraglio
entrare nel tuo essere.
Ma profonde verità piegano
la tua mente
traviata come tarli,
che consumano
un tenero legno di ciliegio.
Sospiro e rammento
quando il tuo sguardo
si posò su di me,
e pensai di scorgere un sentimento puro
ma l'errore mi colse
quasi incredula
e tu, amico speciale,
fratello dei miei giorni più lieti.
Svanisti come fumo d'incenso,
tra inebrianti profumi
e sopiti ardori giovanili.
Un dipinto immobile racconta il passato
e nel presente il tuo nome,
riaffiora calmo
come onda spumeggiante
che s'infrange
su i miei sogni.
Spirito guida veglia su di me,
ripiega le tue ali
e cammina tra gli uomini
perché TUTTI,
vedano la compassione
di un SAGGIO.
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Cristina Devincenzi
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