Splendore
Ho visto un corpo
ferito dagl'anni ed ho invocato:
«Dove ti celi, o bellezza di un tempo che fu».
Non ti scorgo nel vigore di braccia possenti
che con forza si serrano al petto
il dischiudersi del tempo.
Non ti distinguo in un volto infossato
tra rughe perenni
di giorni che scorrono.
Nemmeno sei effusa da occhi
che bruciati dalle stagioni,
sfocano i colori della vita.
Eppure esisti! E sebbene soggiorni
in un'abitazione dall'era incanutita
risvegli in grembo il desiderio del tuo splendore.
Più ti scruto, corpo inaridito, più mi sfuggi,
o bellezza taciuta giacché tu sei
tuttavia, scorta da quegli animi a cui cagioni amore.
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L'autore
Amerigo Rossi
Sono nato a Pezzaze in provincia di Brescia. Ho seguito il diploma di magistrale e il baccellerato in teologia. faccio parte di una famiglia religiosa: Canonici regolari di S. Norberto nell'abbazia di Sant Antimo, in montelcino provincia di Siena
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