Da Reggio a Lugano
Sento un bisbiglio
qualcuno da dietro
con pezzi di vetro
mi sfiora piano
piano come il vento a primavera
sfonda la verginità dei fiori
sento i tuoi fantasmi sotto la veste
sei come il mare e come la luna
sei come la peste
tu come chiunque, come nessuno
butta giù a calci questo muro
sbugiarda le mie moine da gatta
sputtanala in cielo la mia anima sfatta
come la luna quando si lascia guardare
dalla prigione all'ospedale
finiranno questi versi
sempre gli stessi
come il giorno che non vuole morire
e la notte che non riesce a fuggire
come la tua bocca che non conosco
che mi serpeggia dentro il polso
e si strofina nelle vene
e mangia tutte le mie mele
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
m
mfm Luigi Mancini24 gennaio 2011
Quando il pensiero muove le cose sfiora le labbra e mangia le mele e succhia dalle vene il sangue del tormento! Da Reggio a Lugano e allo stesso tempo...