Le cose che non contano

Le cose che non contano
aleggiano attorno al varco
che ho aperto nel mio spirito.
E' entrato il tuo invito smesso.
Il piantone che ho scelto di guardia
si è dimostrato inutile.
Come quando hai voluto
che una smorfia
penetrasse il mio silenzio.
Un eccesso di pudore
o la tua sfacciataggine.
I cerchi di solitudine che stringono l'esistenza
e la tua boria.
L'apoteosi di correttezza:
basta ciò che è giusto per gli altri.
O quello che decidono per noi.
Il tuo credermi libera,
il mio credermi libera.
Il mio volerti mio,
il tuo essere di tutti.
La sera che gentile
chiude i nostri occhi.
Unica cosa,
e anche questa senza senso,
che ci accomuna.
Perché sai bene,
prosciugata una vita,
si cerca subito un'altra fonte.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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hy ju25 gennaio 2011
Lo stile colloquiale dà l'impressione di leggere lo stralcio di un messaggio, o di aver rinvenuto il brandello di una lettera. Si sente quasi, di aver invaso accidentalmente, l'intimità di una coppia di sconosciuti e si entra a far parte, per un momento, di un loro fatto privato. Il finale è amaro, c'è disincanto e rimprovero, ma sembra anche, un po,' un'autoaccusa.
