La cena comune degli uomini terreni
Cristina Devincenzi
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Le mani impastano lacrime e farina,
gocce dagli occhi ricadono nel burro.
Un sapore dolce amaro
sfiora le labbra,
che percepiscono piano,
il gusto della resa
e del perdono.
Sagome di sale,
si stagliano al sole
e ricordi lontani
tornano al mare,
dove cullati dalle onde,
dimentichiamo
i tormenti del cuore.
Briciole di sapere
rimangono alla fine,
di un pasto
vuoto e spento.
Seduti al tavolo della concordia,
la cena comune lenta si consuma,
e nostalgici, conserviamo
gli attimi sulfurei di
raro candore.
Zucchero e sorrisi,
lasceranno sul selciato
segni di un passato
che non tornerà.
Ma nel fondo di un caffè
sapremo scorgere
granelli di un futuro
che piano come miele,
scivolerà tra le dita.
©
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Cristina Devincenzi
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