Ladri di salme
quando cadevi sull'uccello
la fama volò su quell'ali
il nome più grande si fece
e d'oltreoceano lo stampo:
ovazioni alle stelle
e fama ai confini
quando cadevi nella biscia
avevi già scelto il potere
e quell'uccello si fece aquila
augurante la buona visione:
in reggia felice vivevi
riverito e d'oro coperto
ma quando la morte ghermì
tanto vano umile bara
resti conteneva di persona
ma preservata non fu l'estrema
sepoltura che non l'odiens
assegna ai mortali
ora buco v'è dov'era corpo
ritorna vuoto ciò ch'è ricoperto
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (3)
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Giovanna De Santis27 gennaio 2011
poesia molto sentita dedicata a Mike personaggio televisivo di fama, mi chiedo dove arrivi la crudeltà dell'uomo a profanare, a portare via resti di persone morte è assurdo inconcepibile
Silvia De Angelis27 gennaio 2011
Versi intensi posati su un fatto di cronaca davvero impressionante per la sua crudeltà: togliere ai cari quella salma su cui pregare e raccogliere attimi affettivi...
Franca Donà astrofelia27 gennaio 2011
non c'è pace nemmeno x i morti! rubare un cadavere è orribilmente disgustoso, a chiunque appartenga.


