Di là dal varco
Non piango più, mi muovo finalmente,
avanzo a piedi nudi e con coraggio
sopra carboni ardenti della strada
verso una meta che mi sta dinnanzi.
Mi brucerò, mi piagherò nel corso
ma arriverò a quello ch'è il confine
oltrepassato il quale c'è la quiete
la fine d'ogni sofferenza umana.
Se vuoi vieni con me, prendi la mano,
trascorreremo insieme quel cammino
e sentendoci uniti ed in simbiosi
a vicenda noi ci daremo forza.
Forse ci staccheremo al limitare
oltre il quale si spera ci sia luce,
l'uno lo passerà mentre che l'altro
attenderà il suo turno con pazienza.
Ed il cammino poi riprenderemo
di nuovo uniti noi di là dal varco.
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Commenti (1)
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Marina Pacifici28 gennaio 2011
Versi amaramente profondi... Una lucida e accurata introspezione nel precetto di Platone "Conosci Te stesso". Meravigliosa la chiusa. L'Amore vince la morte e l'umano distacco.
