Terra del sud
O mare che ascolti le parole e nascondi pensieri,
vele spinte da venti sciroccali,
bambini nudi su spiagge assolate,
pescatori bruciati
dal sole del sud,
accorrete a sentire la chitarra
suonare note dolenti.
E tu luna, che accompagni
le notti mie d' estate
con arpeggi di grilli
e occhi di lucciole ascolta il mio grido.
Terra del sud
terra amata e odiata,
terra rossa bruciata dal sole,
terra che mi hai visto nascere,
crescere e poi partire
ora aspetti ansiosa il mio ritorno.
Amo tutto di te: i vicoli ciechi, le vie in salita,
i cipressi, le nicchie, le vecchie sdentate
le case povere, la povera gente.
Terra brulla e rugosa che custodisci le spoglie dei miei cari,
ti ho tradita ma non dimenticata.
Sento ancora il respiro dei morti,
l'alito di mio padre, le zolle umide del mio pianto.
Nessuno ascolta
il rantolo della mia voce- lamento:
tace la chitarra,
si scatena il mare in tempesta, si adombra il cielo,
si fa brulla la campagna
i morti dormono il loro sonno eterno;
ed io continuo a sognare chimere di diamanti e giade
e aspetto l 'alba oltre le colline
e annuso l 'odore del vino nei vecchi tini,
e guardo la ruota del muto mulino,
e sento il tubare dei colombi,
il vociare delle contadine
ed una donna che grida alla vecchia che non sente.
Ho finito il mio viaggio.
Lasciatemi ancora un po' a ricordare
i miei anni d'infanzia,
lasciatemi trastullare tra le cose mie di un tempo,
lasciatemi che io possa
ancora una volta ritornare bambina.
©
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