Dodicesimo arcano maggiore

L'odore di primavera
sconquassa la parte buona dell'anima.
In queste giornate strane,
dove sotto la camicia enorme,
incontro le tue clavicole.
Spianato di fronte,
soltanto un neutrale dormiveglia.
E capisco che è troppo facile
dare la colpa
alla corrente torbida del tuo sguardo.
Un'inerzia inconsciamente feroce,
nella tua incuria.
Quando penso
a come guarire il nostro karma.
Forse insieme,
fumando una sigaretta.
Mentre so
che non ti preoccupi
di ciò che hai lasciato appeso.
Scavalcando,
passando attraverso,
senza conservare un brandello.
Ma continui ad invadere la mia sfera,
nonostante io sia schiva per natura.
E qualcosa vorrà pur significare.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Amara22 febbraio 2011
...apprezzo molto la tua originalità... ma devo abituarmi allo spezzarsi breve... belle immagini e grinta giusta... si...

