Profumo d'uomo
Cristina Devincenzi
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Un soffio di vento
come carezza sulla pelle,
mi ricorda la mano
che mi sfiorò i capelli.
Aroma di sandalo e mirra,
riaffiora tra le trame
del mio passato
e come foglia morta,
aleggi ancora
nella mia mente.
Sei come diamante grezzo,
ogni angolo racconta
il tuo essere,
eppur non ti conosco
mio diletto.
Scorgo la tua mente
tra un velo
che la oscura,
come nebbia mattutina
ricopre il sol
nascente.
Sei puro e semplice
come acqua di sorgente
ma corri veloce,
verso una meta
che mi è
impossibile scorgere.
Difficile è afferrare
ciò che celano
i tuoi sguardi,
e frasi taglienti
hanno ferito
il mio petto.
Sei sacro e profano,
ma il fil rosso
che cinge
la tua anima,
cela
il fuoco che lento
ti consuma
sotto la maschera
di inutile candore.
Sei come un frutto acerbo
in attesa di esser colto,
per assaporare piano
il gusto del peccato.
Come musica
risuoni
e mi culli
nella notte,
il tuo profilo
risplende
al chiaror della
luna piena.
Ma or
non sei più qui
a rischiarare i miei giorni,
e il dolore
affligge
ogni mio respiro.
Come una catena,
mi stringi forte a te
ma non mi trattieni
perché
il tuo pensiero è debole
e lontano da me.
Dove sei
mio fedele custode,
demone
che infrangi i
miei sogni,
onda che ricopre
tutto ciò che
mi appartiene.
Non lascerai mai
la mia vita,
non abbandonerai
mai
i miei desideri.
Se mai più
pronuncerò il tuo nome,
come lettera morta
ricadrai nell'oblio
dei giorni
di un futuro inesorabile
che tutto occulta
e trasforma.
Ma l'impronta
del tuo passaggio
rimarrà
seppur invisibile,
sul terreno
che hai percorso.
©
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Cristina Devincenzi
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