L'anarchico francese
Felice Di Giandomenico
350 poesie pubblicate
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Da quel tempo
sono ancora in coda...
gli ultimi, i madidi di dolore.
Chi batte il marciapiede
per professione
non vien cantato più
in poesia
non si senton più
note composte
sui pentagrammi dell'utopia.
Il fumo di una pipa
e una matita...
Bastavan solo loro
a narrar le gesta
di un'intera vita.
La farsa dura ancora
cosa vuoi che sia...
Ma tra musica e parole
più non si sente
il grezzo alito dell'anarchia.
Libertà muore
tra cumuli d'oltraggiate dignità
e giustizia rantola
tra perversioni, menzogne e infamità.
Anarchico francese, dove sei?
Son morte con te le tue idee?
Non mi rimane che ricercar
la mia cattiva reputazione
voglio tornare a cantar
chi batte i marciapiedi
per professione,
non d'alto bordo puttane
che tiran su solo ai potenti
le loro sottane.
C'è chi merita il vezzo
di una semplice poesia,
il resto conta poco
e così sia.
©
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L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (2)
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Kiaraluna7 febbraio 2011
Libertà muore e giustizia rantola... niente di più attuale, di più amaramente disperato della nostra realtà,prevista e vissuta da questa fugura che ha lasciato indubbiamente la sua orma. Bella dedica, stilata con maestria.
Silvia De Angelis7 febbraio 2011
Splendidi versi, dedicati ad un famoso anarchico, che si esibiva nei suoi spettacoli anche se non in stato di buona salute...


