Frattaglie
il posticciaio da stramilano s’è sparso lungo la gamba
balla la samba
e soffoca in metafora l’acciaio dei caveau,
parbleau,
proiettili per braccia, per faccia malscarata
per capo bottegaio senza scalpo come un polpo
plug pulp pulpito pop dove s’affaccia a teleciccia
e accende la miccia con vecchie orecchie e Canne
ridacchia e sballano le canne in comiche novelle
come le belle piche amiche delle amiche
che gracchiano nel vento su formiche d’erculea possanza,
ma in sostanza, c’è poca troppa trippa, c’è discrepanza
(in sostanza) nel sottopanza che vuol rappresentanza
in camere riunite
non c’è più creanza in casa di Costanza
c’è invadenza, non c’è usanza che vieti un serviziale
in appartate sale, sul davanzale, sull’orinale
essenziale è cantarci su e sopra e sotto
un mucchio di decretali un risucchio aspira
diritto e capitali, è canonico passatempo economico,
risparmia "Tempo" allo stato e pasticche profumanti
con tariffe delll’alito al gestore di bolge
sgonfie e mollitiori, a priori in zona pubblica
si rappresenta pubica su, ritto come un piolo
piantato nelle camelie delle signore
e signori buona visione, a priori come tori
inesausti alla milizia: ma che ballizia!
dominator posticciore,
coelo fretoque ma proprio tu quoque, sì tu quoque
che gonfi le taglie che t’appunti medaglie:
con quelle frattaglie?
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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hy ju8 febbraio 2011
Una profusione di non sense e neologismi interessante, a mio parere. Semmai ci fosse un senso, a me sfugge, ma non conta. Lo reputo un atto di creatività pura.