Un caffè con lo "zaba"
laura marchetti
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Era bello quel risveglio baciati dal sole
o svegliati dal tamburellare
della dita della pioggia
sopra i vetri.
Non feriva gli occhi la luce,
non annoiava mai una giornata grigia.
Già il profumo dalla cucina,
i rumori del giorno.
Un tintinnare di cucchiaini, un profumo
di caffè caldo.
Golosa... di tutto, di dolci,
di ricordi, di vita.
Ma sul tavolo impaziente
mi aspettava, lo zabajone.
Giallo dorato, il cucchiaino affogato
dentro quella crema,
profumava di buono, di vero
di uova calde dentro nidi di paglia
-vai a vedere tu nel pollaio-
quando tornavo stringendo
con delicatezza quel fragile tesoro.
Annegavo in quella crema
la dolcezza ed i sogni di quegli anni,
con un punta di caffè amaro.
Ma non c'è il tempo...
-Un caffè con lo zaba ...GRAZIE-
per abbreviare...
al solito bar.
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli9 febbraio 2011
ricordi che resteranno per sempre vivi anche in chi non li ha vissuti... grazie a questi versi teneri e dolci...
Splendido Leotta Michele9 febbraio 2011
il calore dei bei ricordi sono il profumo che irrobustiscono come lo zabaione... una stupenda elegante e gentile pèoesia nel suo meraviglioso poetico donare... complimentissimi...è bellissima


