Senza decoro
Sapevo lasciare senza parole quel tuo vezzo
di sentirti statua e in te stessa lieto fine
d'inenarrabili contese. Sapori suggeriti
e orgasmi vivi - tu eri mia,
ma non è cosa del tempo.
Alle mie braccia non giungi e l'occhio
è fuoco e non ti perde mai.
Potevo spiazzare quella platea
di sentimenti registrati, ben adeguati
al sonno, sì, d'irragiungibili realtà.
Noi non eravamo noi,
ma non è cosa importante.
Alle mie braccia non giungi e l'occhio
è fuoco e non ti perde mai.
Volevo solo sorprendere quel tuo darti
al destino come ceramica al forno,
questi nostri racconti quasi sordi.
Mi spense il rumore di pareti bianche,
senza decoro davvero vive.
Alle mie braccia non giungi e l'occhio
è fuoco e non ti perde mai.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!