L'attesa
Giuliano Nardelli
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E' una passione,
una emozione
di un fuoco cinereo
ma che serba più in basso
il fervore e l'ardore
di una attrattiva coscienza.
Dal fiato bagnato
che mi innalzi sul viso
al pianto versato di un salice,
che di primavera il fiore ho inciso,
e che con sgarbo dinieghi
perfino tuo il nomàre.
Attorno a te volteggia
lo stimolo umano
come ape regina a una pianta,
traboccante di fiori.
E la bocca tua
e le tue labbra
che si intingono in nettare
dal corrisposto amoroso
e i tuoi occhi abissali
così cupi e lampanti
resi simili a gemme
di mirabolante splendore.
E' per te che l'alba ride,
che l'aria appannata di rugiada
lambendo il tuo viso
lo sfiora
lo bagna
e si china ad odorosa fragranza.
Sento fluire verso me il tuo profumo,
il tuo cuore palpita, freme,
si schiude, si apre,
si turba
e radioso
si accinge a piacevole attesa.
Non altro v'è che sospirare
incontrare gli sguardi
con intesa di amanti
e promettersi ancora,
con sorriso tra i denti,
quell'amore perpetuo
quegli abbracci assai stretti
divenuti confusi
diventati strazianti.
E sfamarti e saziarti
da custode innocente
e colmare
quel vuoto
dai tuoi sogni, distratto.
Per poi essere centro
e tuo remo
e riparo ed enigma
e tormento.
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L'autore
Giuliano Nardelli
Commenti (1)
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rosa dagostino11 febbraio 2011
bella! è dir poco, sapessi come si fa a metter le stelle te ne metterei parecchie, ma non lo so fare, ti metto il fiocco pero'!

