I nostri colori più belli
Giorgio Lavino
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Perdevo tempo a leccare i giorni
che m'illudevano con il loro sapore di torrone
Poi a vent'anni mi tuffai nel mare della grande voglia
e lì fui azzannato dai pescecani dei tormenti del cuore
Cercavo un'ombra in cui asciugare il mio dolore
E trovai un'oasi della mia gioventù
T'incontrai in un sogno
per poi baciarti sotto il portone di mia nonna
Fuggivamo con i nostri barcollanti cuori
ma gonfi di suoni dagli sguardi di amici
e parenti per timore che ci potessero
rubare i nostri colori più belli
In un minuto sapevamo assaporare
tutte le vere delizie del mondo
E in un 'ora eravamo capaci
di nasconderci sotto l'erba dei prati
per amarci fino in fondo
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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