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Impressioni 14 febbraio 2011 · lettura 3 min · 3471 letture

Vecchio falco

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Insopportabile la tua presenza è intollerabile la voce gracchia e da fastidio non c'è mai tempo da dedicare. Inspiegabile la voglia di scrollarti di dosso di scaricarti come un sacco della spazzatura in qualche ospizio a basso prezzo che non dia impegno ma che ti porti fuori dalle mura. Gera lascia i suoi figli in un limbo di disprezzo come macchine fuori uso prive di poesia mentre ti guardano da dietro silenzi e malattia ed il cuore gli si stringe in un pianto soffocato. Siamo uomini che nascono giovani e muoiono vecchi passiamo tutti quanti dallo stesso stadio finale quella parte più crudele in cui quasi sempre stiamo male e ci pisciamo addosso come bambini appena nati. I vecchi puzzano i vecchi sono stupidi la vecchiaia urta i nervi con le paranoie e la continua assistenza. Quando si è giovani si ha la forza da soli di camminare ma quando si è vecchi il corpo cede e la mente s'indebolisce nella solitudine e nel dolore. Figli snaturati sempre a corto di tempo figli egoisti prendono e niente restituiscono figli menefreghisti cedono il pacco umano altrove alzando spesso la voce se gli si chiede un po' di compagnia nelle lunghe giornate grigie di malinconia. Vecchi falchi sempre a lamentarsi quant'è dura la sofferenza quando la vita va per finire forse si diventa più petulanti ma si ha tanto bisogno di amore in un silenzio che non ha più gli occhi nè orecchie per sentire. Aspetta, aspetta relegati in un angolo della casa messi a dormire nell'ultima stanza in fondo per non sentire la vecchiaia col viso raggrinzito dal tempo proprio come una Graia mentre la luce va via lentamente dal centro del cuore. Allora tutti correranno a scannarsi per il testamento tutti a tirarsi i capelli sventolando amor filiale allungando le mani a più non posso per arrancare l'ultimo spicciolo di quel poco che era ancora rimasto dall'ultima pensione nascosto dietro ad un turacciolo. Eh si, questa è la riconoscenza per aver messo al mondo i ''pezz è còre'' averli nutriti, cresciuti e mantenuti correndogli dietro a salvargli la faccia ogni volta che si mettevano nei guai tirandoli fuori dalla feccia ed alla fine sentirsi come un peso che non vedono l'ora di tirar via senza neanche un grazie prima di chiudere gli occhi e morire.
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Molte volte questo è il destino degli anziani. Ricordiamoci che (se ci arriviamo) anche noi un giorno dovremmo diventarlo.

G
L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (3)

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Rosy Marchettini14 febbraio 2011

Poesia che mi addolora tantissinmo perché per gli anziani ho moltissimo rispetto tanto è vero che ho tenuto a casa mia una zia di 90 anni per cinqye anni proprio perché non esiste "sbarazzarsi" delle persone anziane... perché non più utili... Bellissima ma mi ha stretto il cuore

Splendido Leotta Michele14 febbraio 2011

quello che hai scritto e superbo... ti ammiro mio splendidissimo e caro amico POETA... sei decisamente meraviglioso... COMPLIMENTISSIMI... se si potesse fare leggere nelle scuole... porterebbe nel cuore molto più onore... ABBRACCIO

Danielinagranata14 febbraio 2011

Vero molto spesso questo è il loro triste e malinconico destino poesia che tocca le corde del cuore intensa e profonda un sentire forte molto piaciuta