Malinconia

poi il suo sguardo su me si posa
e mi ritrovo tra le mie parole ...
cortecce incise, aspri odori di rose selvatiche...
rime di orchidee.
Mentre tutto si fa' rosso nel liquido tramonto,
ti serra tra le sue braccia...
miele opaco il dolore
mentre storpio viaggia tessendo ... trine di ragno.
Su zattera il tempo naviga solitario... ingoiando piano
l'oscurità di una notte stellata,
nell'eterno viaggio tra immutati cammini .
Ci saranno fragranze di viole e ciclamini a guidar la sera,
tra vecchi sogni che nessuno ormai ... potrà comprare .
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rita Minniti14 febbraio 2011
Malinconico verseggiare che canta l'amore, tra parole perse e poi ritrovate, davanti a un pensiero che torna alla mente. Pensiero struggente, inciso sul cuore e che va a fondersi con la tristezza dell'anima sul far della sera, mentre il tempo trascorre e fluisce come zattera su un fiume, lasciando al suo passare, giorno dopo giorno, tanta malinconia. Malinconia che si riversa in quei sogni che sognano e che continuano a camminare nei giorni che verranno. Versi che si fanno accarezzare dalla tristezza e dove vanno in essa a riposare, con le sue note estremamente suggestive. Molto sentita... molto bella!

