Festa
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
+ Segui

Ho sentito il solito matto
stanotte
che tornava all'ovile
gli gonfiava le tasche
la sera storpia
Per smaltire i picasso di strada
corteggiava un lampione
svettante salvezza
"prestami l'orecchio gentile,
mia dama,
ti sussurro un progetto
illuminami d'immenso con gli occhi
mi sento un poeta
è festa
dammi la mano e balliamo"
Balla, figlio dell'amore nascosto
gira, fa' rimbalzare le note
t'accendo il valzer delle foglie nei venti
non fermarti
o cadrai insieme al mondo
Il tuo spettacolo
è superlativo copione
non sei solo un bizzarro
scherzo divino
e in realtà non è festa
la festa sei tu
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franca Donà astrofelia15 febbraio 2011
incantata, affascinata dal modo incalzante in cui catturi la mente elevandola fino ad uno stato di "follia" in cui i sogni e la poesia prendono vita.
Kiaraluna15 febbraio 2011
Versi di grande espressività che trasmettono la grande forza della vita con estrema originalità.Veramente apprezzati.
Giorgio Dello15 febbraio 2011
Una forza cantata, incalzante nell'amaro e gioioso vivere la nostra follia quotidiana! Una lirica originale e notevole!
Moreno il Duca15 febbraio 2011
un modo originale e straordinario per dipingere la nostra vita le nostre follie nel vivere di tutti i giorni complimenti




