Sui sentieri di Villon
Felice Di Giandomenico
350 poesie pubblicate
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Ancor si odono
le grida di coloro che
- recalcitranti -
un cappio uccide.
Cuore ribelle dinanzi
ad aliti che muoiono
di morte lenta.
Non monello da strapazzo,
né uomo nudo di sentimenti...
loquace quanto basta
a cantar gli orrori
di ostile vita.
Come guastatore
delle prime linee,
ove affannate
si ricorrono esistenze
che il sole non scalda.
Versi di condanna,
scagliati su un mondo
in rivolta,
puttane e giocatori d'azzardo
cantano il loro requiem
tra coltelli dimenati
da mani tremanti,
che i guanti di un'imposta
ferocia vestono...
Ancestrale umana miseria
che parole mordono
e il tempo conserva intatta,
tra le pieghe di un oblio
velato di pusillanime
indifferenza.
E tuttora s'ode l'eco
di color che gridano
recalcitranti
e un cappio uccide...
mentre il mondo grida
e ancor spera,
nella sua indignata
speranza.
©
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L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (1)
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Silvia De Angelis16 febbraio 2011
Si sofferma, con splendidi versi, questo autore sul pensiero d'un autore francese le cui opere più intense ha elaborato negli anni della sua prigionia

