1.464 lettori online · 356.478 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 16 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3246 letture

Pensieri e parole

Daniela Pacelli 1101 poesie pubblicate
+ Segui
Si spengono le luci sul palcoscenico d'una primavera nata fuori ogni stagione silenzio tutt'intorno s'attorciglia al tintinnio di gocce di rugiada battenti in su l'uscio di questo giorno di cui ne sento persino l'eco Le foglie come pennelli si dimenano nell'aria a stingere un etere scolorito dalle lacrime della sera mentre si scioglie il pastello colorandosi di cenere Resto in bilico a mirare un nuovo varco fiorire lieve mentre esala l'effluvio aggrappato come nebbia d'aurora su un vetro ormai appannato Sono lontane musiche e parole d'un tempo consumato nella brace dei miei perché
♥ 0 💬 5
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Pacelli
Tutte le opere →

Commenti (5)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla vercelli16 febbraio 2011

Luci che si spengono, colori che si stemprano in un cielo di cenere, profumi che svaniscono su vetri appannati. Una riflessione amara e ricca di immagini nitide, vivide sul proprio tempo consumato a porsi domande probabilmente senza risposta. Bellissima poesia.

mario calzolaro16 febbraio 2011

come attraverso un vetro appannato... assistiamo alle nostalgiche raffigurazioni della nostra dolcissima Autrice

Rosy Marchettini16 febbraio 2011

Versi come pennellate sparse qua e là per cantare una malinconia che offusca il sorriso perché troppe domande si son rivolte non ricevendo alcuna risposta Molto bella, appalusi, Dany

Rita Minniti16 febbraio 2011

Un'anima che pone le sue riflessioni sui tanti perché inondano i propri giorni, quando si spegne tutto intorno. E a nulla vale cercare la luce. In quella primavera nata fuori stagione, come a volersi dire che non era il tempo per la felicità, e nel continuare a percorrere la strada, ci si imbatte nelle lacrime che non sono di un momento, ma rimbombano incessanti nella mente come pioggia sui vetri, mentre le parole del cuore si sono consumate nei perché e in domande senza risposte. Vetri appannati dalla malinconia gli occhi di chi"resta in bilico a mirare/un nuovo varco fiorire",perché è la speranza una delle poche ragioni che fanno continuare a percorrere la vita e i suoi dolori. Versi che si incastrano perfettamente l'uno all'altro! Bellissima!

Pino Tota16 febbraio 2011

Malinconica riflessione che evidenzia il malessere di un'anima senza risposte... Molto bella!